Il cloud fantasma di Atri: 120mila euro di fondi europei buttati via nel silenzio del Comune
Mentre i cittadini combattono ogni giorno con una burocrazia lenta, il Comune di Atri si lascia scappare oltre 121mila euro di fondi PNRR destinati a digitalizzare gli uffici. Scadenze bucate, zero contratti e un muro di gomma sulla trasparenza. E all'orizzonte si allunga l'ombra di un monopolio informatico lungo vent'anni.
Metodo: Documenti ufficiali (PIAO, OpenPNRR)
CUP Monitorato: B31C23000020006
Aggiornamento: Settembre 2026
Immaginate di avere in cassa 121.992 euro regalati dall'Europa per modernizzare i servizi della vostra città, velocizzare le pratiche, mettere al sicuro i dati sensibili dei cittadini e tagliare le code agli sportelli. Immaginate di avere scadenze tassative per spendere quei soldi. E ora immaginate di far finta di niente, far scadere il tempo e buttare tutto nel cestino.
Non è uno scenario ipotetico. È quello che dicono i documenti ufficiali del Comune di Atri sul progetto identificato dalla sigla in codice CUP B31C23000020006. Si tratta dei fondi del PNRR (Misura 1.2) destinati alla migrazione verso il Cloud di 14 servizi digitali nevralgici del Comune: dall'anagrafe ai tributi, passando per i pagamenti. Un passaggio obbligato verso il futuro.
Eppure, a scadenze europee ormai ampiamente spirate, il risultato è un fallimento amministrativo su tutta la linea. I fondi sono irrimediabilmente persi.
La mappa del finanziamento fantasma: soldi stanziati, ma tutto fermo a quota zero.
Il mistero del "Triplo Zero"
Basta scartabellare il PIAO (Piano Integrato di Attività e Organizzazione) del Comune e incrociarlo con i database governativi di OpenPNRR per trovarsi davanti a un quadro desolante. Il progetto viene dato per "attivo", parcheggiato in una fantomatica "fase di contrattualizzazione" fuori tempo massimo. I numeri certificati sono spietati:
I numeri certificati
ZERO euro impegnati.
ZERO euro pagati.
ZERO trasparenza: non c'è traccia di un fornitore, non c'è una determina a contrarre, non c'è un CIG (Codice Identificativo Gara). Nulla.
Chi doveva prendere in carico quei 14 servizi? Mistero.
Il gioco di prestigio: la retromarcia sui fondi
La storia ha un contorno ancora più surreale. Le carte svelano che il Comune di Atri, prima di farsi assegnare questi 121mila euro, aveva presentato una candidatura identica per gli stessi 14 servizi, ma per un importo inferiore.
Candidatura
CUP
Importo
Esito
Prima candidatura
B31C22000600006
€ 83.044,00
Revocata per rinuncia
Seconda candidatura
B31C23000020006
€ 121.992,00
Fondi persi
Cosa fa l'amministrazione? Revoca la prima candidatura per rinuncia. Poi ripresenta la domanda chiedendo il 45% di soldi in più, li ottiene, e infine fa arenare tutto fino a perdere il treno del PNRR. Perché chiedere più soldi se poi non si è in grado di affidare l'appalto nei tempi stabiliti dalla legge?
Attenzione alla vetrina (mentre il retrobottega frana)
Per capire il disastro bisogna fare attenzione a non confondere le acque. Il Comune oggi vanta, giustamente, un nuovo sito web e l'app per i cittadini (Municipium). Quelli sono servizi reali, pagati e conclusi sotto un altro bando PNRR (la Misura 1.4.1), targati dal colosso Maggioli S.p.A.
Ma il sito web è solo la vetrina del negozio. Il "Cloud" da 121mila euro lasciato marcire era il retrobottega: il motore informatico del Comune, i server, i database tributari, le fondamenta invisibili ma vitali della macchina amministrativa. Una transizione fallita che danneggia la sicurezza e l'efficienza della città.
Tre domande per il Sindaco e gli uffici
Davanti a questo spreco di fondi comunitari, la cittadinanza e i contribuenti non possono accontentarsi del silenzio. Le domande che poniamo oggi all'amministrazione, al Sindaco e al Responsabile del procedimento (RUP) sono tre, semplici e ineludibili:
Le domande aperte
Quali erano, nome per nome, i 14 servizi che dovevano essere messi in sicurezza sul Cloud e che sono rimasti al palo?
Chi è il responsabile di questo ritardo che ha fatto scadere i termini, impedendo la contrattualizzazione e facendo evaporare i 121mila euro?
Come si giustifica alla Corte dei Conti e ai cittadini la perdita definitiva di questi finanziamenti?
Le quattro fasi dell'informatizzazione ad Atri e il legame societario da chiarire.
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Questo clamoroso flop sul PNRR è solo la punta dell'iceberg. Se il cloud del futuro è evaporato, chi gestisce oggi, in concreto, il "cervello" informatico del Comune di Atri? Le radici di questo sistema affondano all'alba degli anni Duemila, legate a doppio filo alla teramana TINN S.r.l., oggi fagocitata proprio dal gigante Maggioli S.p.A.
A livello locale c'è chi tenta di sminuire, raccontando la favola di due aziende diverse e slegate, come se la storia si fosse azzerata. Ma i documenti, i servizi di server farm attivi da oltre dieci anni, il passaggio delle cabine di regia e la continuità feroce tra i software usati ad Atri nel 2000 e quelli di oggi, raccontano un'altra verità. Una verità fatta di un ecosistema aziendale unitario e ininterrotto che dura da un quarto di secolo. Ma di chi ha davvero in mano le chiavi digitali della città da oltre vent'anni, dei costi reali di questa continuità e di chi muoveva i fili ieri e li muove oggi, ne parleremo nella prossima inchiesta.