Inchiesta Amministrativa Verificabile

La palestra che non c'è più.

Dal crollo della Bargiglione al campo scoperto: quattordici anni di interventi, progetti e finanziamenti senza restituire agli alunni una palestra coperta.

Metodo: Documentazione ufficiale, cronaca d'archivio e dati meteorologici
CUP Monitorato: B37B20082350005
Periodo: 2010 – 2026

Nel dicembre 2025 il Comune di Atri presenta come ormai prossima alla conclusione la sistemazione dell'area retrostante la scuola primaria di Viale Umberto I. Il Sindaco Piergiorgio Ferretti parla di un nuovo spazio sportivo «delle dimensioni di una palestra scolastica regolamentare» e annuncia, nello stesso intervento, trenta posti auto destinati anche al centro storico.

L'area viene pavimentata e tracciata, ma resta all'aperto. La copertura non viene realizzata perché, spiega il Sindaco, «il finanziamento disponibile non era sufficiente»: per completare l'opera sarà necessario un altro bando.

Per capire cosa significhi questo risultato bisogna tornare a ciò che esisteva nello stesso luogo prima del 2012: non uno spazio vuoto da trasformare, ma la palestra comunale Uliano Bargiglione, struttura coperta usata dagli alunni della scuola primaria e dalle associazioni sportive cittadine. Nel febbraio 2012 una parte della copertura cedette. La palestra non fu più recuperata: rimase esposta alle intemperie per anni e infine venne demolita.

Nel 2022, dieci anni dopo il crollo, il Comune approvò un progetto definitivo-esecutivo da 350.000 euro per costruire proprio in quell'area una nuova struttura sportiva coperta. Tre anni dopo, nell'area si trovano un campo scoperto e trenta parcheggi. È questa distanza — tra la palestra che esisteva, quella che si sarebbe potuta recuperare, quella progettata nel 2022 e quella consegnata nel 2025 — a rendere necessario ripercorrere l'intera vicenda.

In questo dossier

  1. Prima del crollo: una copertura che aveva già dato problemi
  2. 13 febbraio 2012: il crollo e la finestra temporale da ricostruire
  3. 2012–2018: la mancata protezione provvisoria, il danno che cresce, la demolizione
  4. 2021–2022: il nuovo progetto da 350.000 euro con copertura
  5. 2025: dal progetto coperto al campo all'aperto
  6. I documenti da acquisire e la domanda sulla continuità amministrativa

Prima del crollo: una copertura che aveva già dato problemi

La storia della palestra Bargiglione non comincia con la nevicata del febbraio 2012. La copertura aveva manifestato problemi almeno due anni prima: infiltrazioni dal tetto avevano raggiunto pareti e parquet, e il Comune aveva eseguito lavori di impermeabilizzazione.

La richiesta di chiarimenti del 24 febbraio 2012

Undici giorni dopo la scoperta del cedimento, Roberto Marchione scrive al Sindaco Gabriele Astolfi, all'assessore ai Lavori Pubblici Francesco Filiani e all'assessore allo Sport Umberto Italiani, chiedendo di verificare:

  • come fosse stata costruita originariamente la copertura;
  • quale fosse il suo stato prima dei lavori di impermeabilizzazione;
  • con quali modalità fosse stata realizzata l'impermeabilizzazione;
  • quali controlli fossero stati eseguiti successivamente;
  • se fossero state verificate le condizioni di agibilità della struttura.

Il 21 febbraio 2012, nei giorni immediatamente successivi al cedimento, CityRumors aveva già riportato che il tetto era stato impermeabilizzato e che le precedenti infiltrazioni avrebbero potuto provocare lesioni interne, poi aggravate dal peso della neve — chiedendosi se fosse davvero possibile attribuire tutto alla nevicata.

Questo non consente di attribuire ai lavori di impermeabilizzazione un ruolo nel crollo: servirebbero gli elaborati tecnici, i certificati dei lavori e la perizia originaria, tuttora mancanti (manca la determina di affidamento, l'impresa esecutrice, l'importo, la direzione dei lavori, la descrizione delle opere e i controlli successivi). È però possibile stabilire un fatto: la copertura non arrivò all'inverno del 2012 senza precedenti, ed era già stata interessata da infiltrazioni abbastanza importanti da richiedere un intervento comunale.

Il crollo: scoperto il 13 febbraio, avvenuto in una finestra più ampia

Il cedimento fu scoperto lunedì 13 febbraio 2012, nelle prime ore raccontato come conseguenza della grande emergenza neve che interessava Atri e gran parte dell'Abruzzo. Una prima ricognizione individuò nella prima trave d'ingresso l'elemento ceduto, ma gli amministratori parlavano ancora della necessità di accertare la «reale causa del crollo».

Secondo la ricostruzione più dettagliata, pubblicata nel 2015, il momento esatto del collasso non era noto: l'Atri Volley avrebbe svolto l'ultimo allenamento la sera di giovedì 9 febbraio, trovando la struttura danneggiata al rientro del 13. Anche la richiesta del 24 febbraio collocava il crollo nella finestra fra il 10 e il 13 febbraio, senza giorno e ora certi.

La sequenza meteorologica (dati oggi disponibili)

  • Giovedì 9 febbraio (ultimo allenamento): min. -3°C, max. +3°C, giornata soleggiata. Nella notte è prevista una nuova perturbazione nevosa.
  • 10 febbraio: le precipitazioni nevose iniziano fra le 2 e le 3 di notte; min. -2°C. Alle 18.40 si registrano 30-50 cm di neve fresca nella fascia collinare che include Atri; alle 21.20, 40-65 cm.
  • 11 febbraio: min. -4°C; circa 20 ore di nevicate e 45-70 cm di neve fresca aggiuntiva. Altezza al suolo stimata fra 55 e 80 cm. Nella notte cadono altri ~15 cm nella fascia 400-600 metri (dove si trova Atri).
  • 12 febbraio: min. -4°C, max. +2°C; gelate estese previste in serata.
  • 13 febbraio (scoperta del cedimento): min. -2°C, max. +3°C, annuvolamenti e schiarite, nessuna precipitazione fino al tardo pomeriggio.
Timeline 2012-2026: dal crollo della palestra Bargiglione al campo scoperto consegnato nel 2025
Sette tappe, 2012–2026: dal crollo della copertura al campo scoperto consegnato tre anni dopo il progetto da 350.000 euro con struttura coperta.

Un'ipotesi da verificare: la neve «particolarmente bagnata»

Secondo l'inchiesta pubblicata da Roberto Marchione nel 2015, la perizia dell'ingegnere Tito Rocci avrebbe attribuito il collasso a un sovraccarico di neve «particolarmente bagnata», quindi più pesante — condizione tipica quando alla neve segue la pioggia. La ricostruzione osservava però che questo sembrava contrastare con i ricordi locali di nevicate continue.

In questa fonte non è stata individuata una fase di pioggia significativa ad Atri prima della scoperta del cedimento. Questo da solo non confuta la perizia — non ancora disponibile, nota solo attraverso la sintesi del 2015 — e una neve molto pesante può aumentare di densità per compattazione e ricongelamento anche senza un episodio evidente di pioggia. Gli accumuli furono comunque molto consistenti.

Cosa serve dalla perizia Rocci

Quali dati meteorologici furono utilizzati — temperature, precipitazioni orarie, equivalente in acqua della neve, peso specifico assunto, carico calcolato — e furono considerati i precedenti problemi della copertura e l'impermeabilizzazione eseguita due anni prima? Secondo la ricostruzione del 2015, questi elementi non sarebbero stati citati.

Undici giorni dopo: la mancata protezione provvisoria

Mentre si discuteva sulle cause, il problema immediato era concreto: una parte del tetto non esisteva più e parquet, impianti e interni erano esposti alle intemperie. La richiesta del 24 febbraio domandava perché non fosse stata predisposta almeno una copertura provvisoria del parquet. Secondo la ricostruzione del 2015, ad aprile 2012 l'assessore Filiani comunicò l'incarico all'ingegner Rocci senza riferirsi alla protezione provvisoria; a settembre una nuova segnalazione pubblica denunciava che nessun rimedio era stato predisposto e che l'assenza di copertura provvisoria aumentava il deterioramento e il relativo costo.

2013–2015: dal progetto per la copertura al danno complessivo

Nel giugno 2013, sedici mesi dopo il crollo e con la perizia Rocci non ancora consegnata, l'Ufficio Tecnico comunale aveva redatto un progetto preliminare da 100.000 euro per la ristrutturazione della copertura, approvato dalla Giunta per un bando nazionale — richiesta non accolta. (La deliberazione originale non è ancora stata recuperata: il dato va attribuito alla ricostruzione giornalistica del 2015 fino a verifica sull'atto comunale.)

La relazione Rocci sarebbe stata consegnata circa due anni dopo l'incarico. Secondo il resoconto del settembre 2015, il ripristino della sola copertura sarebbe costato almeno 120.000 euro; la stima complessiva dei danni — comprensiva del parquet ormai inutilizzabile e degli impianti deteriorati dall'esposizione — saliva fra 300.000 e 350.000 euro, senza contare eventuali interventi su spogliatoi, gradinate e vie di uscita.

Il dato non dimostra che nel 2012 sarebbero bastati 120.000 euro per riaprire subito la palestra: dimostra che il costo del problema triplicò mentre la struttura rimaneva scoperta, in parte rilevante per il deterioramento maturato nel tempo.

2015–2018: la palestra resta inutilizzabile, poi viene demolita

A settembre 2015 la Bargiglione risultava ancora sostanzialmente abbandonata. Nel marzo 2016 il PD locale ne denunciò lo stato; nel gennaio 2017 una ricostruzione descriveva una parete della scuola dell'infanzia confinante con le macerie ancora presenti. La demolizione arrivò durante l'anno scolastico 2017/2018, chiudendo definitivamente la possibilità di recupero del manufatto originario: da quel momento il problema cambiò natura, da riparazione a progettazione ex novo.

La perdita della palestra diventa un problema scolastico quotidiano

La Bargiglione non era solo a disposizione delle società sportive: era la palestra della scuola primaria. Nel 2015 la dirigente scolastica spiegava che le lezioni di educazione fisica continuavano, ma gli alunni dovevano essere trasportati al Centro Turistico Integrato, a chilometri di distanza — stimando 10-20 minuti sottratti a ogni attività per gli spostamenti. Dopo la demolizione, i documenti dell'Istituto Comprensivo registrarono ufficialmente disagio per gli alunni e riduzione del tempo-scuola.

2021–2022: nuovi progetti per l'area della vecchia palestra

Dopo la demolizione comparvero due linee di intervento distinte, da tenere separate perché legate a finanziamenti e programmi diversi. Nel 2021 fu approvato un progetto da 700.000 euro per un nuovo volume polifunzionale della scuola dell'infanzia — più ampio della semplice ricostruzione della Bargiglione, e condizionato all'ottenimento del relativo finanziamento.

L'intervento destinato a restituire concretamente una palestra seguì un'altra linea: il progetto CUP B37B20082350005, «messa in sicurezza area dietro scuola elementare» di Viale Umberto I, finanziamento complessivo 350.000 euro. Presentato a giugno 2022 come risposta alla mancanza della palestra, il 30 giugno la Giunta approvò il progetto definitivo-esecutivo; il giorno dopo fu annunciata la gara, con lavori previsti da fine settembre.

Cosa prevedeva il progetto definitivo-esecutivo 2022

  • Nuova superficie industriale resinata di circa 23,20 × 17,20 metri, utilizzabile anche come campo di pallavolo.
  • Copertura di circa 29,20 × 17,20 metri, a volta a botte, in elementi di legno lamellare, chiusa superiormente con telo in PVC.
  • Secondo telo scorrevole per la chiusura laterale invernale e l'apertura estiva.
  • Due porte e impianto di illuminazione a LED.

La copertura non era un'aggiunta eventuale: faceva parte del progetto approvato, con la funzione esplicita di permettere l'uso «anche nei periodi con avverse condizioni meteorologiche».

Confronto tra il progetto definitivo-esecutivo 2022 con struttura coperta e il risultato presentato a dicembre 2025 con campo all'aperto e parcheggio
350.000 euro: che cosa prevedeva il progetto del 2022 (struttura coperta 23,20×17,20 m, legno lamellare e PVC) e cosa è stato presentato a dicembre 2025 (campo all'aperto e trenta posti auto).

Dal progetto coperto al campo all'aperto

I lavori non iniziarono a fine settembre 2022 come annunciato. Nel PIAO 2025 il Comune registrava l'intervento ancora attivo, conclusione prevista al 31 marzo 2026, con 350.000 euro di finanziamento, un valore di 295.609,16 euro in tabella e 33.395,36 euro di pagamenti già effettuati. La nota precisava che il progetto era uscito dalla linea PNRR e che un FOI (Fondo Opere Indifferibili) da 35.000 euro risultava «non assegnato» — lasciando l'importo dell'opera a 350.000 euro. (La vicenda dei 35.000 euro richiede un chiarimento contabile a sé: altri documenti ministeriali riportano una spettanza sullo stesso CUP, da ricostruire prima di sommarla.)

A dicembre 2025 l'amministrazione presenta il risultato: uno spazio sportivo «delle dimensioni di una palestra scolastica regolamentare» e trenta nuovi posti auto, anche per il centro storico. La copertura in legno lamellare e PVC del progetto 2022 non c'è. Il Sindaco spiega che il finanziamento disponibile non copriva anche il tetto, e che l'area è predisposta per aggiungerlo in futuro con un nuovo bando — con una soluzione diversa da quella 2022: una struttura apribile in vetro, sormontata da copertura in legno.

Progetto 2022 — spazio coperto 350.000 €

  • Copertura in legno lamellare e PVC
  • Utilizzabile con condizioni meteo avverse
  • Chiusura laterale invernale, apertura estiva

Risultato 2025 — campo all'aperto stesso finanziamento

  • Copertura assente
  • Campo sportivo scoperto
  • Trenta posti auto

Il passaggio amministrativo ancora da chiarire

Quando e con quale provvedimento la palestra coperta prevista nel progetto definitivo-esecutivo 2022 è diventata un campo polivalente esterno con trenta posti auto, e come sono state redistribuite le risorse dell'intervento? Senza l'atto di variante, il quadro economico aggiornato, il computo comparativo e la contabilità dei lavori, non è possibile stabilirne la causa — che potrebbe essere tecnica o amministrativa: aumento prezzi, lavorazioni emerse in corso d'opera, rimodulazioni, priorità diverse o opere aggiuntive di sicurezza.

Nel 2026 la palestra coperta continua a mancare

Il Sindaco Ferretti spiega che, nei periodi climaticamente più rigidi, l'attività motoria dei bambini continuerà a essere garantita col trasporto scolastico verso altre strutture — fra cui il Centro Turistico Integrato e la palestra presso il nuovo COC (ex ospedale) — «sempre sperando che non siano emergenze». Per la copertura, il Comune intende partecipare a un nuovo bando sportivo o scolastico: la dichiarazione riporta la vicenda esattamente al problema registrato dalla scuola dopo la demolizione.

Gli importi che attraversano questa storia vanno tenuti distinti, non sommati: un progetto preliminare comunale da 100.000 euro nel 2013 (mai finanziato), una perizia che avrebbe stimato almeno 120.000 euro per il solo tetto e 300-350.000 per il danno complessivo, un diverso progetto da 700.000 euro nel 2021 per uno spazio polifunzionale più ampio, e i 350.000 euro effettivamente destinati nel 2022 alla struttura coperta poi non realizzata come tale.

Il costo quotidiano della palestra mancante: il percorso degli alunni prima del 2012, dal 2012 e oggi
Il costo quotidiano della palestra mancante: prima del 2012 l'accesso era diretto, dal 2012 gli alunni vengono trasportati altrove, e nel 2025-2026 il campo scoperto funziona solo col bel tempo.

I documenti da acquisire

Per passare dai dubbi ai riscontri oggettivi servono documenti amministrativi che la legge prevede siano ostensibili:

Sono questi atti a dover spiegare perché una palestra che nel 2012 aveva perso il tetto sia stata lasciata deteriorare fino alla demolizione, e perché — quando dieci anni dopo furono finalmente disponibili 350.000 euro per una nuova struttura coperta nello stesso luogo — il risultato sia stato uno spazio sportivo all'aperto. Nel 2026, dopo quattordici anni, gli alunni della scuola primaria di Atri possono fare attività motoria nell'area della vecchia Bargiglione quando le condizioni meteorologiche lo consentono; quando non lo consentono, devono ancora essere accompagnati altrove.

Postilla: la responsabilità del tempo amministrativo

Questa vicenda si è sviluppata nell'arco di quattordici anni, e ad Atri la stessa maggioranza è in carica dal 2008. Il dato da solo non dimostra una responsabilità specifica né consente di attribuire automaticamente a un singolo amministratore ogni ritardo o scelta tecnica — ma impone di considerare la continuità politica quando si ricostruisce la catena delle responsabilità: il crollo del 2012, la mancata protezione provvisoria, i progetti del 2013 e del 2021, il progetto coperto del 2022 e il campo scoperto del 2025 non appartengono a stagioni politiche completamente separate. La domanda finale non riguarda solo perché la palestra coperta non sia stata restituita agli alunni, ma quali decisioni siano state assunte, da chi e quando — non una ricostruzione per appartenenze politiche, ma una verifica puntuale di competenze, tempi, provvedimenti, risorse e risultati.

Prossimo passo

Restano da acquisire gli atti elencati sopra. Chi dispone della perizia Rocci, delle delibere 2013/2021 o del progetto esecutivo 2022 può inviarli in forma anonima o firmata.

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