Dossier · Consumo di suolo

Il suolo di Silvi: un quinto del territorio è già coperto, e conta ciò che si fa da qui in avanti

Il rapporto nazionale 2026 sul consumo di suolo dà a Silvi 415,89 ettari di superficie artificiale, il 20,3% del territorio comunale: più di tre volte la quota di Atri e più di tre volte e mezzo la media dei comuni abruzzesi. Nell'ultimo anno la copertura è cresciuta di altri 1,66 ettari. Questo dossier riporta le cifre con la fonte, spiega come leggerle e indica che cosa chiederemo al Comune per sapere dove e perché.

Costa adriatica con colline coltivate, pini marittimi e tetti con pannelli solari; in primo piano una platea di asfalto si solleva come un telo e lascia il posto a un prato con alberi giovani e fiori di campo.

Silvi · Consumo di suolo 2006-2025

Un quinto del territorio è già coperto

  • 415,89 hadi superficie artificiale
  • 20,3%del territorio
  • +1,66 hanel 2024-25
Illustrazione realizzata con strumenti di intelligenza artificiale. Non raffigura un luogo reale.

Che cosa è stato misurato

Il 27 ottobre 2026 SNPA e ISPRA (il sistema pubblico delle agenzie per l'ambiente) hanno presentato il rapporto Consumo di suolo, ecosistemi urbani e stato del territorio. Edizione 2026. La misura parte da una carta nazionale a 10 metri, aggiornata ogni anno dal 2006 con immagini satellitari e controllo a video.

Per «consumo di suolo» il rapporto intende la copertura artificiale: edifici, strade, piazzali, ma anche i cantieri e altre superfici non impermeabili (aree estrattive, impianti fotovoltaici a terra). Serre non pavimentate e ponti sono tracciati a parte e non contano come consumo. Il consumo è «netto» se si sottrae ciò che viene ripristinato.

Due avvertenze del rapporto: ogni anno viene rivisto anche l'anno precedente, quindi le cifre passate possono cambiare; e il rapporto non indica una soglia minima in ettari sotto cui una trasformazione non viene rilevata, ma rimanda alle Linee guida SNPA 2024, che non abbiamo ancora letto.

Le cifre di Silvi

VoceValore
Superficie artificiale complessiva al 2025415,89 ettari
Quota del territorio comunale20,311%
Nuovo consumo netto 2024-20251,66 ettari
Ripristino 2024-20250 ettari
Somma dell'incremento netto 2006-202519,29 ettari

La quota è un rapporto tra due valori del file ISPRA; dai due valori si ricava un territorio comunale di circa 2.050 ettari (calcolo nostro). Silvi è quindi un comune piccolo: pochi ettari in più pesano molto, e per questo conviene guardare la quota più degli ettari assoluti.

Per confronto, la quota media dei comuni abruzzesi è 5,72% (mediana 3,93%); il valore dell'intera regione, ponderato per superficie, è 5,07%; quello della provincia di Teramo 6,73%. Per quota di suolo consumato Silvi è 11° su 305 comuni abruzzesi e 5° su 47 in provincia di Teramo; per ettari consumati nell'ultimo anno è 41° in Abruzzo e 13° in provincia.

Nelle prime posizioni della classifica regionale per quota compaiono molti comuni della costa adriatica, tra cui Pescara (51,7%), Montesilvano (34,4%), Martinsicuro (33,2%), Alba Adriatica (31,9%) e Giulianova (23,0%). I vicini Roseto degli Abruzzi (15,1%) e Pineto (14,1%) sono sotto Silvi; Atri è al 6,0%. Il rapporto non spiega queste differenze, e nemmeno noi: sono confronti tra numeri, non giudizi su scelte.

Come è andata nel tempo

Incremento netto annuo di suolo consumato a Silvi, in ettari

-2022015-16: −2,03 ha−2,032015-162016-17: 1,51 ha1,512016-172017-18: 0,00 ha0,002017-182018-19: −0,85 ha−0,852018-192019-20: 0,69 ha0,692019-202020-21: 2,19 ha2,192020-212021-22: 0,52 ha0,522021-222022-23: 0,05 ha0,052022-232023-24: 1,45 ha1,452023-242024-25: 1,66 ha1,662024-25

Periodi di un anno; un valore negativo significa che il ripristino ha superato il nuovo consumo. Fonte: ISPRA-SNPA, Rapporto consumo di suolo 2026. Il 2006-2012 e il 2012-2015 sono periodi pluriennali e non compaiono.

I primi due periodi sono pluriennali: 13,75 ettari nel 2006-2012 (sei anni) e 0,35 ettari netti nel 2012-2015 (tre anni, con 0,18 ettari ripristinati). Dal 2015 in poi si hanno valori annui. In due anni il dato netto è negativo: nel 2015-16 (−2,03 ettari) e nel 2018-19 (−0,85) il ripristino è stato maggiore del nuovo consumo. Il valore annuo più alto è 2,19 ettari nel 2020-21; nell'ultimo anno il netto è 1,66 ettari, senza ripristino.

I dati non dicono perché un anno sia più alto di un altro: cantieri, strade, impianti o cambi di classificazione sono ipotesi, non risultati. Un valore negativo non dice nemmeno dove sia avvenuto il ripristino.

Che cosa dicono i dati, senza giri di parole

I dati comunali sono totali: non dicono dove, né per quale opera. Per saperlo servono gli atti, ed è ciò che chiederemo al Comune più sotto.

Che cosa non abbiamo ancora

Per Atri abbiamo confrontato le nuove coperture indicate da Copernicus con la carta regionale dell'uso del suolo per capire che terreno fosse. Per Silvi questa analisi non è stata fatta: mancano per ora i dati satellitari di Silvi e la carta d'uso del suolo. Non sappiamo quindi che tipo di terreno sia stato coperto, né dove. Non facciamo ipotesi e non nominiamo luoghi: servirebbero foto aeree e atti.

Sul sito, la pagina Campi e orti di Atri riporta il dato Copernicus HRL Imperviousness per Atri; per Silvi non c'è ancora un dato equivalente. Quando lo avremo, andrà letto a parte: le due misure usano metodi diversi e non si sommano né si sottraggono.

L'indicatore ONU, calcolato per Silvi

Il rapporto riporta per l'Abruzzo un indicatore dell'ONU (SDG 11.3.1) pari a −11,27, il valore negativo più alto d'Italia: è il rapporto tra la variazione percentuale del suolo consumato e quella della popolazione. Per Silvi il rapporto non dà il valore; lo abbiamo calcolato noi con la stessa formula, quindi non è una cifra ufficiale.

VoceValore
Residenti a fine 2023 (ISTAT)15.455
Residenti a fine 2024 (ISTAT)15.482
Variazione dei residenti+27 (+0,17%)
Variazione del suolo consumato 2024-2025+1,66 ettari su 414,23 (+0,40%)
Indicatore SDG 11.3.1circa +2,3
Consumo marginalecirca 615 m² per ogni residente in più

Le linee guida ONU associano la sostenibilità a valori tra zero e uno: a Silvi il valore è sopra uno, cioè nell'ultimo anno la superficie coperta è cresciuta più in fretta dei residenti. Il segno è positivo, a differenza dell'Abruzzo, perché a Silvi i residenti sono leggermente aumentati, mentre nella regione sono diminuiti.

Va letto con cautela. Il numero dipende da un denominatore piccolo: con soli 27 residenti in più, 5 residenti in più darebbero circa 12 e 50 darebbero circa 1,2. Il rapporto stesso avverte che i valori estremi possono derivare da variazioni demografiche limitate. Non misura quindi una «gravità» e non è confrontabile alla lettera con quello di altri comuni.

Le date dei residenti sono una nostra scelta: il rapporto parla di variazione «tra il 2024 e il 2025» senza indicare le date. Applicando la stessa formula all'Abruzzo con i residenti ISTAT di fine 2023 e fine 2024 (1.269.571 e 1.269.118, cioè −453) si ottiene circa −11,2, molto vicino al −11,27 del rapporto: per questo riteniamo giusta la scelta. I dati sui residenti sono quelli ISTAT al 31 dicembre, nella versione riportata dal sito Tuttitalia; non li abbiamo ancora controllati sul sito dell'ISTAT.

Un futuro più verde è possibile, e comincia dalle scelte di oggi

Con un quinto del territorio già coperto, la strada più sensata è ripartire da ciò che esiste: case e capannoni vuoti da riutilizzare, piazzali asfaltati da liberare, tetti da riempire di pannelli prima dei campi. Il rapporto dà numeri precisi anche per Silvi: stima tra 19,5 e 25,4 ettari di tetti potenzialmente utili al fotovoltaico (stima nazionale, calcolata su quote di tetti idonei e al netto dei centri storici), una superficie che da sola è da undici a quindici volte i 1,66 ettari coperti nell'ultimo anno. Per gli spazi verdi urbani il file sulle aree potenziali di ripristino indica per Silvi 72,0 ettari, di cui 4,1 prevalentemente pubblici e 67,0 prevalentemente privati; per la copertura arborea 70,2 ettari. Sono stime di potenziale, non progetti né obblighi: dicono quanto spazio esiste sulla carta, non se sia disponibile. Il regolamento europeo sul ripristino della natura chiede inoltre di non perdere altro verde urbano già dal 2030.

Immaginiamo una Silvi in cui, tra dieci anni, ogni ettaro coperto sia compensato da un ettaro restituito alla terra; in cui l'energia pulita arrivi dai tetti; in cui i cortili delle scuole e le piazze abbiano più ombra e meno asfalto, e la pioggia trovi un suolo che la trattiene invece di una superficie che la fa scorrere verso le strade e verso valle. Un Comune che pubblica ogni anno i propri numeri e li confronta con quelli regionali, e che si dà un obiettivo misurabile. È una proposta, la nostra: non accusa nessuno e non dà per scontato nulla che gli atti non dicano.

Per capire da dove partire chiederemo al Comune, per iscritto, l'elenco dei titoli edilizi e dei lavori pubblici avviati nel 2024-2025 con la superficie interessata, da confrontare con i 1,66 ettari; e se esiste un censimento degli immobili e dei piazzali inutilizzati o recuperabili. Non per cercare colpe, ma per sapere quanta parte può essere ricondotta a suolo e quanta può diventare esempio di riuso.

Come abbiamo lavorato

Cifre prese dai file pubblici del rapporto 2026 (SNPA, licenza CC BY 4.0 IT) e dal file dei potenziali di ripristino; l'elaborazione (posizioni, medie, somme, confronti) è nostra e riproducibile. Il testo giudica dati, non persone né scelte amministrative. Se il Comune risponde alla richiesta, la risposta sarà pubblicata per intero.