Dossier · Consumo di suolo

Il suolo di Atri: quanto ne è stato coperto, e perché serve invertire la rotta

Il rapporto nazionale 2026 sul consumo di suolo dà ad Atri 550,74 ettari di superficie artificiale (il 6,0% del territorio) e 3,43 ettari in più nell'ultimo anno. La direzione è chiara: si copre più di quanto si restituisca. Questo dossier riporta le cifre con la fonte, spiega come leggerle e indica gli atti che chiederemo al Comune per sapere dove e perché.

Colline di grano, uliveti e vigne con calanchi sullo sfondo; in primo piano una platea di asfalto si solleva come un telo e lascia il posto a un prato con alberi giovani.

Atri · Consumo di suolo 2006-2025

Si copre più di quanto si restituisca

  • 50,65 hacoperti
  • 3,31 haripristinati
  • 0 haripristinati nel 2024-25
Illustrazione realizzata con strumenti di intelligenza artificiale. Non raffigura un luogo reale.

Che cosa è stato misurato

Il 27 ottobre 2026 SNPA e ISPRA (il sistema pubblico delle agenzie per l'ambiente) hanno presentato il rapporto Consumo di suolo, ecosistemi urbani e stato del territorio. Edizione 2026. La misura parte da una carta nazionale a 10 metri, aggiornata ogni anno dal 2006 con immagini satellitari e controllo a video.

Per «consumo di suolo» il rapporto intende la copertura artificiale: edifici, strade, piazzali, ma anche i cantieri e altre superfici non impermeabili (aree estrattive, impianti fotovoltaici a terra). Serre non pavimentate e ponti sono tracciati a parte e non contano come consumo. Il consumo è «netto» se si sottrae ciò che viene ripristinato.

Due avvertenze del rapporto: ogni anno viene rivisto anche l'anno precedente, quindi le cifre passate possono cambiare; e il rapporto non indica una soglia minima in ettari sotto cui una trasformazione non viene rilevata, ma rimanda alle Linee guida SNPA 2024, che non abbiamo ancora letto.

Le cifre di Atri

VoceValore
Superficie artificiale complessiva al 2025550,74 ettari
Quota del territorio comunale6,008%
Nuovo consumo netto 2024-20253,43 ettari
Ripristino 2024-20250 ettari
Somma dell'incremento netto 2006-202547,34 ettari

Per confronto, la quota media dei comuni abruzzesi è 5,72% (mediana 3,93%); il valore dell'intera regione, ponderato per superficie, è 5,07%. Atri è 16° su 305 comuni abruzzesi per ettari consumati nell'ultimo anno e 6° su 47 in provincia di Teramo. Il territorio comunale è molto esteso: gli ettari assoluti non vanno letti come quota.

Come è andata nel tempo

Incremento netto annuo di suolo consumato ad Atri, in ettari

02462015-16: 0,00 ha0,002015-162016-17: 0,86 ha0,862016-172017-18: 1,50 ha1,502017-182018-19: 5,55 ha5,552018-192019-20: 2,99 ha2,992019-202020-21: 3,24 ha3,242020-212021-22: 2,80 ha2,802021-222022-23: 1,36 ha1,362022-232023-24: 1,73 ha1,732023-242024-25: 3,43 ha3,432024-25

Periodi di un anno. Fonte: ISPRA-SNPA, Rapporto consumo di suolo 2026. Il 2006-2012 e il 2012-2015 sono periodi pluriennali e non compaiono.

I primi due periodi sono pluriennali: 16,82 ettari nel 2006-2012 (sei anni) e 7,06 nel 2012-2015 (tre anni, con 1,05 ettari ripristinati). Dal 2015 in poi si hanno valori annui, da zero a 5,55 ettari. Nel 2023-2024 il ripristino (2,11 ettari) è il più alto della serie; nel 2024-2025 non ce n'è stato e il netto torna a 3,43 ettari.

I dati non dicono perché un anno sia più alto di un altro: cantieri, strade, impianti o cambi di classificazione sono ipotesi, non risultati.

Che terreno era

I dati comunali non distinguono edifici, cantieri o impianti. Un'altra fonte, Copernicus, indica dove sono comparse nuove superfici coperte; abbiamo confrontato quelle aree con la carta regionale dell'uso del suolo 2018-2019, che dice com'era classificato il terreno in quegli anni. La carta non dice che cosa sia stato costruito.

PeriodoNuova coperturaClasse di partenza (ettari)
2018-202111,76 ettariseminativi 5,84; insediamento discontinuo 1,44; colture associate 1,16; insediamento industriale e commerciale 0,76; oliveti 0,52
2021-20243,28 ettariinsediamento industriale e commerciale 1,36; seminativi 0,92; aree ricreative e sportive 0,40; colture associate 0,28

Nel primo periodo la parte maggiore cade su terreni classificati come seminativi; nel secondo, dentro zone già classificate industriali o commerciali. La classificazione di un punto vicino a un confine può essere imprecisa. Non nominiamo luoghi: servirebbero foto aeree e atti.

Due misure che non vanno confrontate

Sul sito, la pagina Campi e orti riporta il dato Copernicus HRL Imperviousness: nel 2024, 258 ettari equivalenti (2,81% del Comune). ISPRA dà 550,74 ettari (6,0%) al 2025. Non si contraddicono: usano metodi e definizioni diverse (Copernicus misura la densità di superficie impermeabile pixel per pixel; ISPRA classifica la copertura artificiale con la propria carta). Per questo non si sommano e non si sottraggono.

Il dato che fa titolo: «-11,27»

Il rapporto riporta per l'Abruzzo un indicatore dell'ONU (SDG 11.3.1) pari a -11,27, il valore negativo più alto d'Italia. Che cosa significa, e che cosa no.

L'indicatore è il rapporto tra due variazioni percentuali: quella del suolo consumato e quella della popolazione. Per l'Abruzzo la prima è circa +0,40% in un anno (219 ettari su 54.612). La seconda è una diminuzione molto piccola: dalla tabella del rapporto (suolo consumato per abitante e consumo «marginale» di 4.828 m² per ogni residente in meno) si ricava, con un nostro calcolo a partire dai dati del rapporto (non una cifra ufficiale), un calo di circa 450 residenti su circa 1,27 milioni, cioè circa -0,036%. Dividere +0,40 per -0,036 dà circa -11.

Il numero è così estremo perché il denominatore è quasi zero: se i residenti fossero rimasti invariati il rapporto non sarebbe calcolabile, con pochi residenti in più sarebbe positivo, con 900 in meno il valore si dimezzerebbe. Il rapporto stesso avverte che valori molto alti o molto bassi possono derivare da variazioni demografiche limitate. Il segno negativo è corretto (il suolo coperto è aumentato mentre i residenti sono leggermente diminuiti), ma la cifra -11,27 non misura una «gravità» e non è confrontabile alla lettera con quella di altre regioni.

Per Atri questo indicatore non è nel rapporto e non l'abbiamo calcolato: servirebbero i residenti ISTAT del 2024 e 2025.

Che cosa dicono i dati, senza giri di parole

I dati comunali sono totali: non dicono dove, né per quale opera. Per saperlo servono gli atti, ed è ciò che chiederemo al Comune più sotto.

Un futuro più verde è possibile, e comincia dalle scelte di oggi

Invertire la rotta non vuol dire fermare la vita di un paese. Vuol dire scegliere, a ogni decisione, di ripartire da ciò che esiste: case e capannoni vuoti da riutilizzare, piazzali asfaltati da liberare, tetti da riempire di pannelli prima dei campi. Il rapporto indica la strada con numeri precisi: per Atri stima tra 19,8 e 25,9 ettari di tetti potenzialmente utili al fotovoltaico, una superficie che da sola supera di molto i 3,43 ettari coperti nell'ultimo anno; a livello nazionale individua 212.327 ettari su cui valutare progetti di ripristino della natura, e il regolamento europeo sul ripristino chiede di non perdere altro verde urbano già dal 2030. Sono stime e obiettivi, non promesse: ma dicono che gli strumenti esistono.

Immaginiamo un'Atri in cui, tra dieci anni, ogni ettaro coperto sia compensato da un ettaro restituito alla terra; in cui l'energia pulita arrivi dai tetti e i campi restino campi, a produrre olio, vino e grano; in cui i cortili delle scuole e le piazze abbiano più ombra e meno asfalto, e dove la pioggia trovi un suolo che la trattiene invece di una superficie che la fa scorrere verso le strade e verso valle. Un Comune che pubblica ogni anno i propri numeri e li confronta con quelli nazionali, e che si dà un obiettivo misurabile. È una proposta, la nostra: non accusa nessuno e non dà per scontato nulla che gli atti non dicano. Ma è una direzione, e il 2050 europeo del «consumo netto zero» è più vicino di quanto sembri.

Per capire da dove partire chiederemo al Comune, per iscritto, l'elenco dei titoli edilizi e dei lavori pubblici avviati nel 2024-2025 con la superficie interessata, da confrontare con i 3,43 ettari: non per cercare colpe, ma per sapere quanta parte può essere ricondotta a suolo e quanta può diventare esempio di riuso.

Come abbiamo lavorato

Cifre prese dai file pubblici del rapporto 2026 (SNPA, licenza CC BY 4.0 IT) e dal rapporto completo; l'elaborazione (posizioni, medie, confronto con la carta dell'uso del suolo) è nostra e riproducibile. Il testo giudica dati, non persone né scelte amministrative. Se il Comune risponde alla richiesta, la risposta sarà pubblicata per intero.